Una funivia sulle Cinque Terre "Fermatevi, è uno sfregio
al parco"
22
luglio 2008
GENOVA - Il messaggio è a dir poco
chiaro: le funivie fatele a Cervinia ma per piacere
lasciate stare gli ultimi paradisi naturali.
Destinatario, Franco Bonanini, il "presidente custode"
del Parco delle Cinque Terre, eccellenza italiana del
turismo compatibile. Mittente, il Consiglio Nazionale di
Italia Nostra. La clamorosa bocciatura riguarda un
progetto che dovrebbe concretizzarsi il prossimo anno e
che prevede la realizzazione di un
"ascensore-funicolare".
Dovrà collegare uno dei sentieri più affollati dai
turisti - la via dell'amore o sentiero azzurro - sopra
il comune di Riomaggiore, alla cima del monte Parodi, ad
un'altezza di 600 metri dove si trova il forte di
Bramapane.
Bonanini difende la scelta del Parco e della Regione
Liguria (che per l'opera stanzierà in totale un milione
di euro) di un "ascensore che unisce, come un'opera
d'arte e che avrà una sola campata, quindi un impatto
assolutamente minimo". Anzi Bonanini rilancia e annuncia
che il Parco ha già presentato ricorso nei confronti del
Genio Militare che un anno fa ha venduto ad una società
privata di Pavia, la Cinque Forti srl, l'ex forte
militare di Bramapane "senza rispettare l'opzione di
prelazione che ci spettava e che non ci è stata neppure
offerta".
Ma partiamo dalla funivia che potrebbe essere lunga
circa due chilometri. E dalla delibera del Consiglio
Nazionale di Italia Nostra dopo la segnalazione del
presidente regionale dell'associazione, Giovanni
Gabriele. "Una struttura di questa natura - dicono da
Italia Nostra - determinerebbe l'occupazione di spazi
attualmente liberi nel luogo di partenza e in quello di
arrivo con la inammissibile alterazione della delicata
morfologia del territorio e dunque con lesione della
stessa integrità fisica di aree protette".
Nel mirino la visibilità della struttura:
"L'impianto, con la realizzazione delle invasive
stazioni a valle e a monte e la successione dei piloni
di sostegno, altererebbe l'immagine del parco,
interferendo nelle molteplici visuali da terra e dal
mare".
In conclusione, secondo l'associazione Italia Nostra, ci
si trova di fronte all'"introduzione di un sistema
artificiale di mobilità dentro il parco e in zona di
protezione naturalistica sul modello, del tutto estraneo
al paesaggio costiero, delle attrezzature a servizio
delle zone sciistiche di montagna".
"Non capisco la critica perché il progetto definitivo
ancora non c'è - replica Bonanini che è anche il
presidente dell'Agenzia Turistica regionale - L'idea in
ogni caso è quella di realizzare una funivia che parta
da mezza costa, ad una sola campata, senza piloni
intermedi e con strutture necessarie solo ad ospitare i
macchinari meccanici. Tra l'altro il percorso è in una
valle chiusa, senza vista sul mare. È una scelta per
alleggerire la costa. Attualmente le migliaia di
visitatori, quasi tutti escursionisti, si concentrano in
una porzione minima di territorio, il 4 forse il 5%. In
più, con la funivia, si potranno offrire opportunità
turistiche anche ai comuni e ai borghi dell'altro
versante della val di Vara".
Il dibattito sulla futura funivia conferma l'altissimo
livello di sensibilità ambientale che circonda il Parco
delle Cinque Terre, patrimonio Unesco. E che, se da un
lato costringe Bonanini alla difesa, dall'altro lo vede
all'attacco, impegnato a sua volta in una battaglia
contro il Genio Militare che ha venduto il forte
Bramapane ad un'immobiliare di Pavia. "Vogliamo bloccare
tutto - spiega Bonanini - . Non ci è stato permesso di
esercitare la nostra prelazione per acquistare l'area. È
chiaro che i vincoli impediscono tentativi di
speculazione, ma se hanno acquistato qualche speranza
devono averla e noi certo non vogliamo far loro un
regalo portando la gente con la funivia. Noi su quelle
aree vogliamo ci siano biciclette e cavalli, non
alberghi esclusivi".