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Alle Cinque terre serve una vera politica di tutela ambientale e una gestione della cosa pubblica ispirata alla trasparenza e alla partecipazione. Dopo l’arresto e le dimissioni di Franco Bonanini da Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre bisogna mettersi alle spalle un decennio di intrighi, amministrazione personalistica, intimidazioni e malaffare che hanno dominato la vita di buona parte dei paesi rivieraschi. Le Cinque Terre non le ha inventate il Parco Nazionale né il suo ex presidente e la bellezza della costa e i terrazzamenti non sono frutto di un uomo solo. In realtà nonostante la grande quantità di denaro incassata dal pedaggio sul sentiero (5 euro a persona) pochissime opere sono state fatte per la manutenzione dei sentieri, tant’è che sono centinaia gli incidenti (alcuni anche mortali) in cui sono coinvolti gli escursionisti ogni anno. In dieci anni il Parco non ha mai sostenuto la costruzione dei depuratori per cui gli scarichi fognari finiscono direttamente in mare. Il finanziamento per il restauro dei muretti a secco è andato progressivamente scemando sino a cessare del tutto e tantissimi agricoltori aspettano i rimborsi che mai arriveranno. Le principali opere sono state realizzate solo nel comune di Riomaggiore, mentre agli altri paesi sono toccate le briciole. La logica, come si evince anche dall’ordinanza dei magistrati è stata sempre la stessa: favorire i sostenitori e colpire gli oppositori. Gli abitanti di Corniglia, rei di essersi opposti alla costruzione di un residence da circa 40 unità abitative proprio a picco sul mare e di un esagerato e quanto mai inutile plesso scolastico in località Pianca, sono stati emarginati, condannati sia a subire il degrado di aree quali quella dell’ ex villaggio Europa, in cui sorgono ancora baracche fatiscenti le cui lamine di plastica contengono amianto, sia uno sbancamento che ha deturpato un’intera collina. Alla luce di questi nefasti eventi, l’Osservatorio Europeo sulle Cinque Terre chiede che i bilanci del Parco Nazionale siano finalmente resi pubblici, perché la popolazione delle Cinque Terre ha diritto ad essere informata su dove e come il Parco impiega e ha impiegato le risorse. Non c’è mai stata chiarezza non solo nell’amministrazione del comune di Riomaggiore, ma anche in quella del Parco Nazionale. Per questo rimaniamo allibiti nel sentire amministratori pubblici e politici di ogni schieramento affermare la loro stima a Bonanini e al suo modello di gestione. Ci chiediamo dove hanno vissuto e come hanno operato negli ultimi 10 anni. Infine ci rivolgiamo alla popolazione della zona, chiedendo di essere meno pavidi e arrivisti, perché la loro ricchezza e il loro futuro stanno proprio nel partecipare attivamente alla gestione e salvaguardia del proprio territorio.. Marco Castagneto Presidente dell'Osservatorio Europeo sulle Cinque Terre 1-10-10 alle 21,03 ![]() ![]() per le 5 terre news
in collaborazione con l'Osservatorio Europeo sulle Cinque Terre, associazioni e liberi cittadini
1-10-2010 29-9-2010
L'ex presidente Bonanini non ci aveva risposto in modo esaustivo quando era in carica e non ci risponderà adesso che si è dimesso e che è agli arresti nel carcere di Pisa. Il nostro comunicato sulla vicenda dell'inchiesta di Riomaggiore e al Parco delle Cinque Terre L'ex presidente Bonanini non ci aveva risposto in modo esaustivo quando era in carica e non ci risponderà adesso che si è dimesso e che è agli arresti nel carcere di Pisa. Il nostro comunicato sulla vicenda dell'inchiesta di Riomaggiore e al Parco delle Cinque Terre L'ex presidente Bonanini non ci aveva risposto in modo esaustivo quando era in carica e non ci risponderà adesso che si è dimesso e che è agli arresti nel carcere di Pisa. Il nostro comunicato sulla vicenda dell'inchiesta di Riomaggiore e al Parco delle Cinque Terre L'ex presidente Bonanini non ci aveva risposto in modo esaustivo quando era in carica e non ci risponderà adesso che si è dimesso e che è agli arresti nel carcere di Pisa. Il nostro comunicato sulla vicenda dell'inchiesta di Riomaggiore e al Parco delle Cinque Terre L'ex presidente Bonanini non ci aveva risposto in modo esaustivo quando era in carica e non ci risponderà adesso che si è dimesso e che è agli arresti nel carcere di Pisa. Il nostro comunicato sulla vicenda dell'inchiesta di Riomaggiore e al Parco delle Cinque Terre Comunicato del Presidente dell'Osservatorio sull' inchiesta a Riomaggiore e al Parco delle Cinque Terre L'ex presidente Bonanini non ci aveva risposto in modo esaustivo quando era in carica e non ci risponderà adesso che si è dimesso e che è agli arresti nel carcere di Pisa.
Il presidente del Parco Nazionale delle
Cinque Terre Franco Bonanini, l'ex sindaco Lino Gogioso,
l'attuale primo cittadino di Riomaggiore Gianluca Pasini, l'ex
capo dell'Ufficio tecnico Graziano Tarabugi, il capo dei vigili
del comune Aldo Campi sono stati arrestati questa mattina
all'alba. In tutto 0tto arresti in carcere, 4 ai domiciliari e 3
atti di interdizione dalla professione. L'inchiesta di cui
avevamo anticipato l'esistenza già alla metà di agosto ha avuto
un'accelerazione nell'ultimo mese. Già da tempo Per le 5 terre
news assieme all'Osservatorio europeo per le 5 Terre
avevano individuato e segnalato comportamenti che definire
peculiari, alla luce dei fatti odierni, è un eufemismo. Una
gestione del territorio poco attenta alle esigenze ambientali e
una pratica amministrativa poco trasparente erano già state
denunciate da anni, ma la realtà ha superato l'immaginazione,
visto che la Procura della Repubblica della Spezia ipotizza
reati pesanti come la truffa aggravata ai danni dello stato,
falso ideologico e materiale , corruzione, tentata concussione,
violenza privata, calunnia e associazione a delinquere. La
mancata pubblicazione dei bilanci del Parco Nazionale
(nonostante le reiterate richieste di trasparenza inoltrate da
più parti) era una sorta di categorico avviso a "non disturbare
il manovratore" e la costruzione del nuovo Villaggio
Europa (censurato dal Tar della Liguria e dal Consiglio di
Stato), voluto pervicacemente dal Parco e dal suo presidente, ma
anche dal Comune e da tanti personaggi oggi sotto inchiesta,
dimostrano, più che una volontà di tutela del territorio, un
tentativo di gestione verticistico e autocratico della cosa
pubblica. Una sorta di pratica del "ghe pensi mi" che invece di
valorizzare la zona dello spiaggione di Corniglia, cementificava
facendo gli interessi di potentati economici, più che della
gente del posto e dei turisti (le baracche e l'amianto nella
zona del villaggio sono sotto gli occhi di tutti). Oggi alle
Cinque Terre c'è bisogno di gente profondamente innamorata della
propria terra che non si affidi più al messia di turno, che non
demandi agli altri, se pur per timore o disinteresse,
l'amministrazione delle istituzioni locali. Inoltre, dopo
gli arresti di oggi, non si possono più accettare lezioni
da nuove "maestrine dalla penna rossa", come giornalisti,
politici e ambientalisti vari, che spesso per interessi di
bottega indicano chi sia buono o cattivo.
28-9-10 alle 21,10 Arrestato Bonanini Terremoto alle 5 Terre
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