Qualcuno comincia a parlare

Riportiamo l'articolo del Secolo XIX on line del 28 giugno 2011 da cui si evince la linea difensiva dell'ingegner Lupi

 

La Spezia - «Ho certificato lavori mai eseguiti per la copertura del canale Discovolo di Manarola». La confessione arriva alla vigilia dell’udienza preliminare per l’inchiesta “Mani Unte” prevista per giovedì e a svelare la truffa per un importo che sfiora i 400 mila euro è stato nei giorni scorsi Massimo Lupi, architetto e direttore dei lavori del dichiarato, ma mai eseguito, consolidamento della soletta del canale Discovolo che attraversa il centro abitato di Manarola. Il professionista nei giorni scorsi si è presentato spontaneamente dai sostituti procuratori Luca Monteverde e Tiziana Lottini e ha confessato loro di aver certificato lavori mai fatti che però sono stati pagati alle ditte che avevano vinto l’appalto. Con le sue dichiarazioni Massimo Lupi ha praticamente incastrato il capo dell’ufficio tecnico di Riomaggiore, Graziano Tarabugi nella sua veste di committente dei lavori e le tre ditte che ha indicato come esecutrici di opere mai fatte e cioè gli imprenditori Carlo Colliva, Auro Manfredi e Francesco Costa. Con le sue false certificazioni infatti Massimo Lupi ha consentito lo sblocco dei finanziamenti e il pagamento per lavori che in realtà non sono mai stati eseguiti. «Al massimo - ha detto Lupi - è stato fatto un dieci per cento di quanto ho certificato con i miei documenti relativi allo stato di avanzamento lavori». Nelle tasche degli imprenditori sono finiti 328.173 euro. le prove del falso negli atti erano già nelle mani dei sostituti procuratori grazie all’acquisizione di documenti e a intercettazioni telefoniche e ambientali che avevano consentito di svelare la truffa

 

Mani unte, 19 alla sbarra

Processo iniziato e subito rinviato al 13 Luglio

Il Comune di Riomaggiore si è costituito parte civile

 

La Spezia - L'udienza preliminare davanti al gup Marta Perazzo del tribunale della Spezia si è aperta oggi, ma subito è stata rinviata al 13 luglio . Nessuno dei 19 imputati era presente. Motivo del rinvio due istanze presentate dagli avvocati: la prima dei legali di Franco Bonanini che hanno depositato un certificato medico del loro assistito e la seconda  dell'avvocato Giorgio Feliciani, impegnato nell'interrogatorio di garanzia di un arrestato a Genova.  Il pm Luca Monteverde, non ha avuto nulla da eccepire e il gup ha chiuso l’udienza.  Come è noto l'ex presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Franco Bonanini è imputato assieme a altre 18 persone di associazione a delinquere, truffa e tentata truffa aggravata ai danni dello Stato, falsi in atto pubblico, calunnia, diffamazione, abuso edilizio, tentata concussione e violenza privata; inoltre, sono accusati di irregolarità nella gestione dei finanziamenti pubblici per quasi 2 milioni di euro. Ha infine fatto scalpore che  il Comune di Riomaggiore, feudo dell'ex faraone, si sia costituito parte civile.