RICOMPENSE AL VALOR CIVILE
Le ricompense al valor civile
sono concesse per premiare atti di eccezionale
coraggio che manifestano evidente virtù civica e
per segnalarne gli autori come degni di pubblico
onore.
La ricompensa al Valor Civile consiste in una
Medaglia d'oro o d'argento o di bronzo, nonché
in un "Attestato di pubblica benemerenza".
Gli atti di valore civile, se reiterati, possono
essere premiati ciascuno con un'appropriata
ricompensa al valor civile e senza limitazione
di numero.
Non è per altro consentito il conferimento di
più ricompense per un solo fatto, anche se
molteplici siano stati gli atti di coraggio
compiuti in tale circostanza dalla medesima
persona.
La commutazione di più decorazioni di grado
inferiore in una di grado superiore non è
ammessa.
Le medaglie al valor civile vengono conferite
con decreto Presidenziale su proposta del
Ministro dell’Interno, sentita la competente
Commissione di cui all’articolo 7 della legge 13
/1958 .
L'attestato di pubblica benemerenza è concesso
dal Ministro per l'interno.
Chi può fare la
richiesta:
Possono presentare l’istanza per il conferimento
della Ricompensa al Valor Civile tutti coloro
che compiono atti di eccezionale coraggio,
esponendo scientemente la propria vita a
manifesto pericolo per i seguenti motivi:
• per salvare persone esposte ad imminente e
grave pericolo;
• per impedire o diminuire il danno di un grave
disastro pubblico o privato;
• per ristabilire l'ordine pubblico, ove fosse
gravemente turbato, o per mantenere forza alla
legge;
• per arrestare o partecipare all'arresto di
malfattori;
• per il progresso della scienza ed in genere
per il bene dell'umanità;
• per tenere alti il nome ed il prestigio della
Patria.
La ricompensa al valore civile può essere concesse alla memoria, ed anche a reparti militari, Enti e Corpi, i cui membri abbiano compiuto collettivamente i suddetti atti.
Cosa fare:
Le proposte di conferimento o le istanze
avanzate direttamente dagli interessati devono
essere inviate al Ministero dell'Interno,
tramite la Prefettura - U.T.G. competente per
territorio - cui è demandata anche la relativa
istruttoria - entro il termine perentorio di un
anno dal compimento dell'atto di coraggio.
Per i fatti avvenuti fuori dal territorio dello
Stato l’istruttoria è svolta dalle competenti
Autorità consolari
Una Commissione, nominata con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del
Ministro per l'interno, esamina il merito
dell'azione compiuta ed esprime il suo parere
sulla ricompensa da concedere.
Documentazione
richiesta:
1. Deliberazione della Giunta del Comune in cui
sono avvenuti i fatti. La deliberazione non è
necessaria ove trattasi di Enti, Corpi o
appartenenti a Forze Armate dello Stato
2. Attestazioni di eventuali testimoni oculari
3. Dettagliata relazione circa pregi
dell’azione svolta
Qualora, per le circostanze di tempo e di luogo
nelle quali le azioni sono state compiute o per
la qualità delle persone che eventualmente vi
hanno presenziato, i fatti possano ritenersi
sufficientemente accertati, si può procedere
anche in assenza della documentazione su
proposta della competente commissione.
Riferimenti normativi:
• Legge 2 gennaio 1958, n. 13;
• D.P.R. 6 novembre 1960, n. 1616


il relativo commissariamento dei due enti, per molti cittadini della
riviera spezzina è finito un incubo. Prima del 28 settembre tutti
avevano paura di esprimere liberamente le proprie posizioni. Nelle
Cinque Terre, tratto della costa ligure di inusitata bellezza, chi
aveva istaurato un proprio potere personale, senza tener conto di
buone procedure amministrative, gestendo insieme e senza soluzione
di continuità, l'ente parco e il comune, con il consenso di tutte le
forze politiche, ne approfittava per guidare in modo feudale
le istituzioni repubblicane. Chiunque si opponesse veniva emarginato
e vessato con metodi politicamente inaccettabili. Se tali
comportamenti siano penalmente rilevanti sarà la magistratura a
stabilirlo con le inchieste in corso. A noi interessa
segnalarle che ora quel clima non c'è più e non abbiamo più paura di
criticare l'azione dei politici locali senza il rischio di pagare un
avvocato e di incorrere in grane più pesanti. Dal 28 settembre sono
sorte associazioni culturali, dei commercianti, blog, siti web, si sono tenuti
incontri pubblici, e interventi di cittadini sulla stampa locale per
formulare proposte, esprimere opinioni. E' anche presente una voglia
di partecipazione alla vita delle comunità, inaspettata, mai
vista negli ultimi vent'anni. Tutto questo lo dobbiamo
all'azione coraggiosa di tre consiglieri di opposizione, Franca
Cantrigliani, Lucia Paganetto e Alessandro Bordone, eletti in una
lista civica nel
2009 nel Consiglio comunale di Riomaggiore (ora
sciolto
per le dimissioni del sindaco). Secondo quanto emerge
dall'ordinanza del gip Diana Brusacà, dall'ordinanza di conclusione
delle indagini e dai resoconti giornalistici,
queste tre persone hanno resistito a un clima di forte
condizionamento e anche a intimidazioni personali. Tuttavia non si
sono dati per vinti, hanno partecipato ai consigli comunali
chiedendo trasparenza e hanno denunciato gli abusi. Hanno poi
scritto agli organi di controllo e anche ai magistrati della
procura. Hanno collaborato fattivamente con la polizia
giudiziaria e il loro contributo è stato determinante per dare
"forza alla legge ". Secondo la nostra opinione il loro
comportamento mostra un coraggio inusitato e i loro atti
manifestano evidente virtù civica per cui sembrano degni di
pubblico onore. Le chiediamo quindi di conferire loro una
"ricompensa al valor civile" secondo le norme contenute nella
Legge 2 gennaio 1958, n. 13; e nel D.P.R. 6 novembre 1960, n. 1616.